Trentino Way, a piedi e in bici tra sentieri e montagne per costruire inclusione

Volontariato, solidarietà, montagna, inclusione, natura spettacolare e persone che ti aprono il
cuore. Sono gli ingredienti di Trentino Way, iniziativa a libera partecipazione che prende il via
domenica 31 agosto per percorrere la regione a piedi e in bicicletta, portando lo stretto necessario
in uno zaino e, soprattutto, un sogno: che tante persone, a prescindere dalla propria condizione,
possano godere il più possibile la bellezza della montagna e dei cammini.
I sognatori sono quelli di Dolomiti Open, tutt’altro che nuovi a imprese apparentemente
impossibili. Da 11 anni organizzano Brenta Open, che offre a persone con disabilità sia fisiche che
psichiche la possibilità di scalare le Dolomiti. L’anno scorso si sono inventati Dalle Dolomiti
all’Etna, in cammino per l’inclusione e la sostenibilità, un percorso che ha attraversato l’Italia per
2000 chilometri e 9 regioni riunendo, in totale, circa 250 persone con e senza disabilità, libere di
camminare o pedalare insieme per un giorno una settimana o un mese, con l’opportunità di
conoscersi, di sentirsi montanari e magari alpinisti alla faccia di ogni “non si può”.

Indice:
Con gli scarponi, la joelette o in handbike tra le bellezze del Trentino
Un’esperienza così ricca non può che vivere ancora, e così Trentino Way proporrà un percorso
misto tra piste ciclabili, sentieri di montagna e cammini che conterà partecipanti in scarponi,
carrozzina, handbike, joelette, bici, tandem, tra cui alcune persone cieche o con disturbi dello
spettro autistico. Tutti insieme, dal 31 agosto al 13 settembre, vivranno e costruiranno, come
amano dire a Dolomiti Open, una montagna dove le abilità di ognuno diventano la ricchezza di
tutti.
Il viaggio verrà percorso per intero da Rosario Fichera con la partecipazione di numerose persone
con disabilità, associazioni, realtà del Terzo settore, istituzioni che operano in favore della disabilità
e singoli camminatori e ciclisti. In alcune tappe ci sarà anche il viaggiatore ed esploratore Yanez
Borella. Ognuno è libero di aggregarsi per uno o più giorni.
Si parte da Molveno, attraversando l’altopiano della Paganella e la Val di Non, per proseguire in
Val di Sole, Val Rendena, Valli Giudicarie, Garda e Ledro, Vallagarina, Altipiani Cimbri, Valsugana,
Primiero, Val di Fassa, Val di Fiemme. Val di Cembra, Valle dell’Adige, Rotaliana e tornando, infine
alla Paganella. Tappe piuttosto impegnative, di 25-30 chilometri a piedi e, in un paio di casi, 1300-
1400 metri di dislivello, o anche 65 chilometri in bicicletta. Ma di una bellezza straordinaria.

Ultima tappa al Festival Orme, nell’ambito di Mountain Future Stories
Chi volesse percorrere anche solo l’ultima, che parte da Trento alle ore 9, sappia che lo attendono
35 chilometri a piedi e circa 800 metri di dislivello ma sappia anche che vivrà un’emozione unica,
con il momento più forte nell’arrivo a Fai della Paganella, al festival Orme, dove le Guide del Parco
del Respiro stanno organizzando attività inclusive per percorrere il tratto finale insieme ai
protagonisti di Trentino Way (prenotazioni presso gli Uffici dell’Apt Paganella e del Consorzio Fai
Vacanze). L’avventura appena conclusa verrà festeggiata e raccontata in piazzetta Orme
nell’ambito dei festival Orme, che chiude l’ampio Mountain Future Stories, una straordinaria serie
di iniziative dedicate al futuro della montagna.
E’ solo l’atto finale di una macchina organizzativa che, da una parte, è molto snella, perché lo
spirito di questi viaggi è partecipare in forma libera e volontaria, con persone e associazioni che si
aggregano con piena autonomia organizzative, ma dall’altra sta assumendo dimensioni
impressionanti perché ogni giorno aumentano i soggetti interessati a dare un contributo. Tra
questi, la Cooperativa sociale GSH; Casa Sebastiano – Fondazione Trentina per l’Autismo;
Cooperativa sociale “Grazie alla vita”; e poi ancora Abilnova; Associazione SportAbili; Ecomuseo della Judicaria, Ecomuseo Argentario; Rete Ecomusei del Trentino; Trekking Italia. Tutte le tappe e
le informazioni saranno disponibili sul sito www.dolomiti-open.org.

Inclusione e valorizzazione delle attività nel territorio
In alcune delle tappe in bici l’inizio sarà preceduto da un tratto a piedi per consentire la
partecipazione di Associazioni che non possono coinvolgere i loro ragazzi utilizzando le bici. “Man
mano, Trentino Way sta creando un effetto carovana – spiega Rosario Fichera – e senza che lo
avessimo programmato a tavolino si sta creando quasi una staffetta di iniziative lungo il percorso”.
In alcuni casi, sarà Trentino Way ad andare da chi opera nel territorio, perché l’obiettivo è anche
raccontare le varie realtà che organizzano attività per persone disabili, una a ogni tappa.
Il sogno di Rosario e dei suoi amici e complici è estendere man mano questo progetto ad altre
regioni, e non è ancora partito il giro del Trentino che già si pensa a qualcosa dall’altra parte
d’Italia, forse in Sicilia o magari Emilia-Romagna. Percorsi lunghi ma, perché no, anche itinerari più
brevi. Purché aperti alla partecipazione di tutti. E mentre, camminando insieme, si creano relazioni
immediate e profonde tra persone, organizzando insieme si creano rapporti di collaborazione che
permetteranno, passo dopo passo, di realizzare sempre più concretamente il sogno dell’inclusione.
“L’esperienza di Dalle Dolomiti all’Etna – racconta Rosario – mi ha insegnato che a volte basta una
serata di presentazione per abbattere i campanili e mettersi a lavorare insieme. Così come mi ha
insegnato a non avere né aspettative né pregiudizi, ma a vivere il qui ed ora”. Anche se il viaggio
non è ancora iniziato, l’obiettivo di nuove connessioni è certamente, già raggiunto.

Vivo a Roma e in Trentino. Giornalista professionista, appassionata di outdoor, scrivo prevalentemente sulle tematiche legate alla montagna, al trekking e ai cammini. Mi piace condividere le meraviglie che incontro, e per questo collaboro all’organizzazione di trekking in posti poco conosciuti, dal Molise all’Australia.
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