Sedie a rotelle e stampelle a misura di sentiero e viaggio lento - AttrezzaturaTrekking.it
I Am Montanaro
Scritto da Daniela De Sanctis

Sedie a rotelle e stampelle a misura di sentiero e viaggio lento

I percorsi inclusivi sono percorsi il più possibile attrezzati per chi ha esigenze di mobilità o disabilità sensoriali, quindi si interviene soprattutto sul sentiero, sulla segnaletica e sulle parti informativo-descrittive. Sono aspetti sui quali la tecnologia consente di fare sempre di più e sui quali va promosso, a vantaggio di tutti, maggiore impegno. Ma la persona con disabilità che si accinge a passare una giornata o un tempo più lungo su un Cammino o un itinerario di trekking ci deve mettere del suo.

Esattamente come chi, il sabato sera o alla vigilia di un viaggio, prepara attentamente lo zaino da escursione scegliendo con cura calzini che non facciano sudare troppo il piede o che proteggano dalle vesciche, porta sempre i bastoncini e calza scarponi a caviglia alta, chi ha una disabilità deve curare il proprio equipaggiamento per vivere al meglio l’esperienza che ha scelto.

Quindi sui sentieri Andrea Devincenzi, Dario Sorgato, Danilo Ragona e Luca Paiardi indossano maglie traspiranti e scarponi, si proteggono dalle intemperie con giacche in Goretex e usano, anche, supporti che li aiutano ad affrontare il cosiddetto impossibile. A tutti sembra impossibile, infatti, che una persona con una sola gamba percorra a piedi la Via Francigena dal Gran San Bernardo a Roma, ma Andrea l’ha fatto, con due stampelle e, prima di tutto, con tanta determinazione. Ha raccontato la sua esperienza, così come hanno fatto gli altri tre viaggiatori lenti, al Teatro Giacosa di Ivrea nel workshop “Via Francigena. In cammino verso il turismo accessibile”, che ha avviato la due-giorni piemontese del progetto Hike4All. Il pubblico e, soprattutto, gli studenti che li hanno ascoltati probabilmente ora guardano con altri occhi al tema della disabilità e, in generale, a come affrontare ogni ostacolo.

Andrea, Dario, Luca e Danilo hanno disabilità diverse. Andrea ha perso una gamba ad altezza inguine e trova poco funzionale l’uso della protesi. Danilo e Luca sono in sedia a rotelle e si sono conosciuti in un Centro di riabilitazione. Dario è ipovedente e ipoacusico. Hanno tre cose in comune: sono grandi viaggiatori, hanno continuato a fare la vita che volevano e, dove non c’erano, hanno creato le condizioni perché ciò fosse possibile, per sé stessi e per altri.

Per Andrea, un grosso problema nel camminare è rappresentato dalle mani. E lui è uno che cammina parecchio. Inizia il mitico Inca Trail, nel 2016, nel 2018 percorre la Via di Francesco, 500 chilometri, e decide l’anno successivo di puntare ancora più in alto: 1000 chilometri di Via Francigena, tutto il tratto dal confine italo-svizzero a Roma. Dopo i primi passi con la stampella ad appoggio ascellare, i lunghi percorsi gli insegnano che le stampelle tradizionali provocano piaghe e ferite alle mani, e visto che nessuno finora ha affrontato il problema ci pensa lui. Si mette in contatto con varie realtà industriali e, unendo la sua creatività alle loro competenze in tecnologia e design, fonda laDueDue srl, un’azienda dedicata alla produzione di ausili medici per migliorare le performance di atleti e la vita di tutti i giorni delle persone. La prima creatura è la Katana, una stampella a misura delle esigenze del camminatore. Più leggera, con nuovi materiali. Più sicura, grazie a gommini in Vibram che hanno la stessa funzione e caratteristiche delle suole degli scarponi. Più bella, perché anche l’occhio vuole la sua parte e se la compagna di viaggio – cui ci appoggiamo tutto il giorno – ci piace siamo più contenti. E con un appoggio per le mani decisamente più confortevole. E’ così che Andrea percorre i meravigliosi tratti di Francigena tra Toscana e Lazio fino ad arrivare, stampelle al cielo in segno di gioia, in piazza San Pietro. Ora, sul mercato, ci sono diversi modelli di Katana, via via perfezionati, e sono serviti a tante persone per inseguire i loro sogni sui sentieri del mondo.

Dario Sorgato, invece, può percorrere qualunque sentiero con un supporto tutt’altro che tecnologico: la spalla di qualcuno che cammina con te e che, nei tratti più impervi, ti fa appoggiare e rende i passi sicuri. L’attrezzatura necessaria, in questo caso, è, fisicamente, quella di tutti i camminatori, con qualche accorgimento in più: chi condivide un sentiero con persone con disabilità visive deve aver cura di indossare un indumento e/o uno zaino di colore evidente, se possibile giallo, quello con la massima visibilità. E’ il giallo, infatti, il colore sociale di NoisyVision Ets, l’Associazione fondata per far camminare insieme persone di tutti i tipi, trovando nella condivisione di sensazioni e situazioni un arricchimento reciproco. Per il resto, bastano un buon paio di scarponi, i bastoncini da trekking e, nei tratti affollati, un bastone per ipovedenti, utile soprattutto come segnale per gli altri. 

Ancora diverso il caso di Luca e Danilo, che hanno percorso il mondo in lungo e in largo con le loro sedie a rotelle, girando documentari sui viaggi accessibili e non facendosi mancare nessuna esperienza, dal rafting al parapendio. Si sono incontrati in una fase difficilissima, all’unità spinale di Torino, dove dovevano fare i conti con un importante cambiamento di vita, e hanno deciso che nulla avrebbe impedito loro di godersi comunque il bello che essa può offrire. Creativi, eclettici. Danilo,progettista e designer, ha fondato Able to Enjoy e Custom Regeneration; Lucaè architetto e musicista, bassista della band Stearica. Insieme mettono su un progetto che racconta come vivere con una disabilità non significhi rinunciare, ma reinventarsi, e nei loro viaggi insieme esplorano i limiti, la voglia di superarli o accoglierli. Il messaggio è forte e chiaro: potete chiudervi in casa o uscire e gustare la vita. I loro documentari da Viaggiatori in carrozza, su Rai3 e SkyTv, hanno mostrato lati inconsueti in luoghi lontanissimi.

Per le loro avventure loro usano di tutto: la carrozzina a spinta manuale, l’hand bike, la carrozzina con propulsore elettrico. Ma anche loro hanno avvertito la necessità di supporti più adatti al loro spirito di persone in movimento. Ecco allora le carrozzine colorate, che sfidano la tentazione di chiudersi in sé stessi fin dall’aspetto estetico. Ecco i materiali più leggeri e ugualmente resistenti. Ecco i propulsori ridotti: quello che usano in molti (i più noti sono il Triride e il Klaxon Klick, ha il ruotino grosso, adatto a qualunque tipo di sterrato, ma ora ne esiste uno dal ruotino piccolo, l’Empulse, adatto comunque allo sterrato purché non estremo ma più duttile per le esigenze quotidiane. E’ molto più leggero, maneggevole, semplice da piegare e mettere dentro l’auto quando si va in giro da soli. 

Con un propulsore così, simile a un monopattino, Danilo ha percorso con tutto il gruppo di Hike4All – camminatori, bambini, famiglie, persone sorde o in sedia a rotelle e i partner del progetto, dalla Norvegia alla Turchia – il tratto della Via Francigena da Ivrea a Bollengo. Tratto che i due amici, con la loro associazione B-free, hanno contributo a rendere accessibile, nell’ambito del progetto Francigena For All. Anche in questo caso, i tratti innovativi di questi strumenti sono frutto delle idee e degli input di chi vive in prima persona le esigenze di mobilità e mette a frutto le proprie conoscenze per capire come affrontare i fattori di ostacolo. Danilo ha iniziato a disegnare e produrre sedie a rotelle come piacevano a lui, poi ha ceduto l’attività, soddisfatto di aver aperto la strada. Ognuno di loro, a suo modo, sta facendo fare passi avanti ad aziende, istituzioni e persone, impegnandosi in prima persona non solo nel realizzare viaggi inclusivi, aperti a chiunque voglia partecipare, e supporti adeguati ma nel far capire che chi ha una disabilità, comunque, ce la può fare. 

Gli strumenti per camminare ci sono, insomma, sia fisici che interiori. Grazie a loro e grazie a una determinante attività di divulgazione, sui sentieri del mondo ci sono e ci saranno sempre più viaggiatori con disabilità.

Leggi anche: HIKE4ALL – 6 cammini in tutta Europa lavorano insieme per diventare più inclusivi

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Daniela De Sanctis
Daniela De Sanctis

Vivo a Roma e in Trentino. Giornalista professionista, appassionata di outdoor, scrivo prevalentemente sulle tematiche legate alla montagna, al trekking e ai cammini. Mi piace condividere le meraviglie che incontro, e per questo collaboro all’organizzazione di trekking in posti poco conosciuti, dal Molise all’Australia.
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