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I Am Montanaro
Scritto da Alberto

Quanto ci piace sentirci superiori

Questa settimana sono stato colpito da un post su Facebook. Ormai è difficile fare a meno dei social network, soprattutto per chi come noi lavora per lo più online. Anche se non li amo particolarmente, mi trovo spesso a scrollare la bacheca sullo smartphone, ogni tanto si trova anche qualche parere interessante e si può imparare qualcosa. In questo caso purtroppo no. Ho trovato un post pubblicato su un gruppo di amanti della montagna dedicato alla provincia di Cuneo, la mia zona, e il contenuto mi ha fatto riflettere molto.

Il post in realtà mi è piaciuto, sono stati i commenti a deprimermi un pochino. Non posso pubblicare il post perché era in un gruppo privato, quindi faccio una breve sintesi.

Un signore, nuovo al mondo della montagna, chiedeva umilmente come comportarsi di fronte ai cordini che bloccano le strade pubbliche.

Devo dire che questo mi è piaciuto. È pieno il mondo oggi di persone che si credono troppo importanti per chiedere, per confrontarsi, e vanno dritti per la loro strada convinti di essere sempre nel giusto. In questo caso invece il signore si è fermato di fronte ad una situazione sconosciuta ed ha chiesto consiglio agli appassionati di montagna.

Indovinate un po’ come è andata a finire?

Non bene… Centinaia di commenti con prese in giro al signore, del tipo “se non conosci la montagna tornatene al mare”, “se vuoi i semafori vai in città” e così via…

Ma possibile che ci piaccia così tanto sentirci più importanti degli altri? Sminuire le persone per appagare il nostro ego? Questo mi ha reso veramente molto triste.

Nessuno nasce imparato, tutti facciamo pratica lungo la strada e quando una persona chiede aiuto, dare qualche suggerimento può essere una cosa molto buona, può fare bene ad entrambi e far nascere nuove relazioni. Però in noi è rimasto ancora qualcosa di animalesco, questo senso di prevaricazione, di superiorità, forse la paura di essere gentili e di aiutare, situazioni che possono erroneamente farci sentire deboli.

La cosa che mi rattrista di più è che tutto ciò è successo su un gruppo di amanti della montagna, persone che parlano di sé come amanti della natura, dello sport e dei veri valori della vita, ma pronti ad inveire contro il primo uomo bisognoso di aiuto.

La montagna, da sempre è sinonimo di unità, nelle zone isolate, dove la vita è più dura, le persone si aiutano a vicenda. Cerchiamo di fare nostro questo spirito e aiutarci fra noi invece che insultarci.

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Alberto
Alberto

Ho un diploma in Informatica e una laurea in Teologia. Di mestiere sono uno Web Developer, nel tempo libero mi dedico alla montagna e alla scrittura. albertoreineri.it | instagram


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