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Scritto da Daniela De Sanctis

Film e Montagna, camminare stando fermi

Qualche volta si può andare in montagna e sentirsi in movimento, pervasi dall’adrenalina, anche dalla poltrona di un cinema. Gli appassionati di scalate, trekking, escursionismo, natura e sostenibilità troveranno ottimo pane per i loro denti nei film presentati all’edizione 2022 del Trento Film Festival, che da 70 anni tondi tondi non solo contribuisce alla diffusione delle pellicole di settore in Italia ma è un fulcro fondamentale della cultura dell’ambiente e della montagna.

Prendersi almeno un paio di giorni, o, chi può, un’intera settimana, per seguire la manifestazione vuol dire incontrare e sentir parlare dal vivo persone impegnate in primo piano a vivere nelle terre alte e a valorizzare e preservare il delicato equilibrio di questi luoghi. Vuol dire poter sfogliare libri specializzati, seguire i dibattiti sulla situazione ambientale e le tecniche per contrastare il riscaldamento globale, conoscere storie che hanno dell’incredibile. E, ancora, fare esperienze sul campo, come quelle degli “Storytrekking”, originali escursioni aperte a tutti, organizzate da Donne di montagna con il supporto di Montura, dove la camminata viene associata ad un’esperienza particolare, come l’incontro a tu per tu con una campionessa ipovedente di paraclimbing. Per bambini e giovanissimi, tanti momenti giocosi e formativi per avvicinarsi al bosco, alle camminate, al rispetto dell’ambiente. Esperienze in parte ripetibili, come annuncia la direttrice del TFF Laura Bisesti, dal 7 al 12 giugno, a Bolzano, dove il Parco dei Cappuccini ospiterà l’edizione autunnale (anticipata) con un ricco programma di attività e incontri adatti a un pubblico di ogni età – con un occhio di riguardo per le nuove generazioni – mentre al Centro Trevi–TreviLab troverà posto MontagnaLibri.

Piccoli alpinisti crescono – Foto di Giovanni Mocellin

Ma, naturalmente, i protagonisti sono i tanti film in cui gli unici effetti speciali sono quelli della natura. Qualche suggerimento su qualcuno dei 107 titoli selezionati, di cui 26 in concorso.

Un film di immensa bellezza e suggestione è La panthère des neiges della francese Marie Amiguet, interamente ambientato sull’altopiano tibetano, uno degli ultimi santuari del mondo selvaggio, dove la ricerca del leggendario leopardo delle nevi da parte di due cineasti che si muovono a piedi si trasforma in una vera e propria celebrazione del pianeta. Le parole sono poche, le immagini sono meravigliose, le sensazioni esaltanti. Chi ha letto “Il leopardo delle nevi” non potrà non emozionarsi. E per i camminatori sarà difficile trattenere la voglia di correre a comprare il biglietto aereo.

Dall’altra parte del mondo, nelle montagne dell’Idaho, è ambientato il film che ha ottenuto il maggior riconoscimento, ovvero la Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento. Gaucho Americano, del regista cileno Nicolás Molina, racconta la storia di due gauchos della Patagonia assunti come allevatori di pecore per lavorare in un ranch statunitense, mostrando la complessità del vivere in una terra straniera, accomunata alla propria solo dall’immensa vastità dei paesaggi.

Messner – Foto di Giovanni Mocellin

Un originale cortometraggio, Two headed mountain, ha descritto in soli 7 minuti la particolarità del Cervino, montagna metà svizzera e metà italiana. Il regista italiano Jacopo Marzi prende spunto dalla paradossale situazione dell’inverno 2020/21, in cui in un versante della montagna si sciava e nell’altro no a causa della pandemia, per sottolineare l’artificiosità di certe divisioni. 

Italiano è anche il content creator Bruno Pisani, che ha realizzato Iceberg lake in Switzerland: an incredible result of global warming. Il suo lavoro è la testimonianza di come attraverso la creazione di un Vlog per youtube si possano toccare tematiche sensibili come il riscaldamento globale e il conseguente scioglimento dei ghiacci sulle Alpi. Bruno, sorprendentemente, non lo fa attraverso la testimonianza di cosa stiamo perdendo ma mostrando come il riscaldamento globale porti alla genesi di un nuovo lago ghiacciato. Il video ha vinto la prima edizione di una nuova sezione del Festival, “Quarta parete”, riservata ai video diffusi su canali non tradizionali e promossa dall’alpinista Hervé Barmasse, dal content creator Tudor Laurini e da altri content creator molto noti nel mondo outdoor: Nick Pescetto, Camilla Roses e Omar Martinello. L’obiettivo è valorizzare le forme espressive e i linguaggi delle nuove generazioni di videomaker per comunicare la montagna e promuovere il rispetto per la natura.

Un film che arriverà sicuramente in molte sale è The Last Mountain dell’inglese Chris Terrill, che racconta la storia degli alpinisti Alison Hargreaves e Tom Ballard, madre e figlio, entrambi morti – in anni diversi – nell’Himalaya. Il film segue la figlia di Alison, Kate Ballard in un viaggio sul Nanga Parbat per dire addio a suo fratello. Utilizzando filmati d’archivio del 1995 e le straordinarie riprese che lo stesso Tom ha girato fino a pochi giorni prima della sua morte, il film esplora ciò che ha spinto l’alpinista a continuare la sua scalata con Daniele Nardi, dopo che gli altri due membri della spedizione erano tornati indietro. Il film esplora ciò che spinge le persone a sfidare la natura, nella sua forma più dura e, a volte, spietata.

Viaggiano, invece, con i piedi ben saldi sulla terra i protagonisti di Fire of Love, di Sara Dosa. Un film d’avventura unico, poetico e visivamente stupefacente su una coppia di scienziati francesi, Katia e Maurice Krafft, che tra gli anni ’70 e ’80 hanno girato il mondo alla ricerca di vulcani attivi. I loro viaggi, e il loro incredibile archivio personale di pellicole in 16mm, sono una testimonianza avvincente di una vita dedicata all’esplorazione. Pur essendo realizzato interamente con i loro filmati, lettere e appunti, il film franco-canadese è tutt’altro che una noiosa biografia: è un’opera di cinema con la C maiuscola.

Da vedere con attenzione Animal, della francese Cyril Dion, premiato dall’APPA e dalla Trento Film Commission come il film che esprime in maniera più efficace i valori della sostenibilità, con particolare attenzione all’ambiente montano e ai cambiamenti climatici. Il film è la storia immaginaria ma realistica di due adolescenti che affrontano un viaggio di ricerca sulle cause della crisi ambientale, raccontando il punto di vista di coloro che sconteranno più di tutti gli effetti del cambiamento climatico e la necessità di un cambio di rotta che induca l’uomo a percepirsi come un animale fra gli altri e non un essere a parte.

Di diverso stile ma di argomento simile il film cui è andato il Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini. Leogra, eredità di un paesaggio di Andrea Colbacchini racconta di quelle che oggi vengono chiamate montagne di mezzo e che, assieme alla montagna interna e alle zone più marginali e poste agli estremi dell’arco alpino, soffrono gli effetti dello spopolamento. Paesaggi e situazioni che i camminatori, soprattutto quelli che amano i percorsi poco battuti, conoscono bene.

Non ha partecipato al Trento Film Festival ma sta girando in varie città italiane e in concorso per andare al Banff L’uomo che accarezza la roccia, di Stefano Ardito e Fabrizio Antonioli, sulla vita e le straordinarie arrampicate di Pierluigi Bini. Girato tra Roma, le falesie del Lazio, le Dolomiti e il Gran Sasso, con la produzione di David Ciferri per RRTrek, il film racconta la storia di un uomo dalla simpatia unica e dalla vocazione innata, che lo ha spinto ad arrampicare anche è cresciuto lontano dalle montagne. Il suo impulso a salire era talmente spiccato che si è fatto da sé una delle prime pareti per arrampicare nel tunnel di un sottopassaggio vicino casa. Ovvero: quando i tuoi passi ti devono portare a una meta precisa, in un modo o nell’altro ci arrivi.

Immagine in copertina di Michele Purin

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Daniela De Sanctis
Daniela De Sanctis

Vivo a Roma e in Trentino. Giornalista professionista, appassionata di outdoor, scrivo prevalentemente sulle tematiche legate alla montagna, al trekking e ai cammini. Mi piace condividere le meraviglie che incontro, e per questo collaboro all’organizzazione di trekking in posti poco conosciuti, dal Molise all’Australia.
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