Itinerari di emozioni e di viaggi, e piedi e non solo, in luoghi di donne - AttrezzaturaTrekking.it
I Am Montanaro
Scritto da Daniela De Sanctis

Itinerari di emozioni e di viaggi, e piedi e non solo, in luoghi di donne

E’ una via di mezzo tra una guida e un reportage, il volumetto di Iaia Pedemonte e Manuela Bolchini, La nuova guida delle Libere Viaggiatrici, edita da Altreconomia. Pagine interessantissime, scritte per chi ha voglia di viaggiare in luoghi e modi inconsueti e per chi ha voglia di conoscere nuove realtà, anche se al momento può farlo solo dalla poltrona con un libro in mano.

“Itinerari per tutte le donne che amano viaggiare” è il sottotitolo di questa guida, ed è l’unica riga con cui è possibile dissentire: le esperienze descritte e consigliate sono assolutamente da fare da parte di tutti, di qualunque sesso, età e preparazione fisica. Quello che davvero la caratterizza è che tutte le mete sono realtà gestite da donne.

Ci sono, è vero, indicazioni specifiche per viaggiatrici che amano muoversi da sole, ma limitare alla parte femminile il potenziale pubblico di questo libro gli rende torto, perché è prima di tutto una testimonianza sul campo – in Italia e nel mondo – delle cose straordinarie che le donne, da sole o in gruppo, riescono a fare nel momento in cui decidono di organizzarsi e avviare un’attività. 

Un libro, insomma, che devono leggere tutti. Anche se, rispetto alle classiche guide, sono più abbondanti i consigli per lo shopping. Ma che, soprattutto, deve leggere chi apprezza la creatività, scansa le produzioni in serie e gli sprechi, è attento alla sostenibilità e all’accessibilità, crede nelle seconde occasioni e in un’economia solidale.

Come è realizzata la guida

In poco più di 200 pagine vengono proposti ben 50 itinerari, che possono essere mete di un lungo viaggio come di un fine settimana o, se si ha la fortuna di vivere in prossimità, di una domenica diversa. I luoghi, infatti, possono essere Paesi interi, ma da visitare in una chiave particolare, o borghi e attività da andare a cercare mettendoci del proprio, diventando parte attiva nell’approfondire la ricerca e il progetto di viaggio sulla traccia degli spunti che le autrici forniscono in abbondanza.

Prima che mete geografiche, le destinazioni proposte sono progetti di turismo sostenibile, modalità particolari di conoscere un luogo o attività da approfondire o sperimentare. 

La prima parte è dedicata a viaggi nel mondo, con 25 proposte che toccano 19 paesi e un tema, quello delle mete letterarie. La seconda alle destinazioni italiane, e qui i curiosi di tutto ciò che è umano trovano pane per i loro denti perché le idee da seguire vanno dagli atelier del marmo, dove si possono apprendere i rudimenti della lavorazione, all’itinerario a piedi cinque giorni in giro per l’Abruzzo con una sosta al giorno presso una donna artigiana della montagna, che tiene vive attività tradizionali. C’è la parte che suggerisce viaggi accessibili dalla Sardegna al Marocco e quella che riassume i Festival al femminile che possono diventare, perché no, l’occasione di una partenza.

Gli itinerari e i percorsi

Stavolta, quindi, non ci sono dislivelli, distanze chilometriche o indicazioni di servizio su dove pernottare o mangiare, ma idee per un viaggio diverso, a piedi o in bici o con altri mezzi, che sarà davvero vostro. 

Se andate a Melbourne, in Australia, lasciatevi portare in luoghi che vi faranno davvero conoscere questa città cosmopolita. Basta affidarsi alle ragazze di Flavourhood, un progetto di turismo di comunità. Altre idee, suggerisce la Guida, sul portale Tripasista.com. In India, un luogo dove non arrivano i turisti è il Karnataka, dove villaggi immersi nella foresta e abitati da contadini in bicicletta sono lo scenario di una coltivazione di spezie in cooperativa e di progetti di turismo in cui le donne sono protagoniste in tutte le attività, dall’organizzazione delle case per gli ospiti alla pesca, dalle cerimonie tradizionali all’insegnamento della cucina locale.

Per chi vuole conoscere davvero, il Kazakistan, la Guida suggerisce di alloggiare nelle Family Guest house, in genere gestite da donne che in genere hanno già un lavoro e le mettono su non solo perché guadagnano in pochi giorni lo stipendio di un mese ma per la voglia di aprirsi al mondo. Man mano, le donne del progetto hanno esteso le attività proponendo itinerari inediti di trekking.

Interessantissimi e originali anche gli spunti per visitare l’Iran, magari con una donna come guida, sperimentando la vita con i nomadi e sostando nei bellissimi accampamenti nelle terre del Qasquai. Un’esperienza unica è unirsi alle donne locali della campagna per raccogliere i petali, lavorarli e produrre acque profumate, partecipando ad un particolare festival in maggio.

Invece del Pan di Zucchero, in Brasile è da vivere l’Amazzonia, spingendosi a 500 chilometri dalla capitale, in un luogo raggiungibile esclusivamente via fiume. Solo per arrivarci serve un giorno. Si dorme in lodge che riducono al minimo l’impatto e sono la base di partenza per vivere l’Amazzonia: trekking, nuoto, canoa al chiaro di luna. Xixuaù Amazon Ecolodge fa parte di un progetto di ecoturismo e regala a chi ha il coraggio di arrivare qui la possibilità di esperienze uniche, dalla pesca con gli uomini alla confezione di collane di semi con le donne, dalla raccolta di noci alla liberazione di piccoli di tartaruga.

Ma se non volete o non potete andare così lontano, ci sono realtà incredibili, nel nostro Paese. Per gli appassionati di trekking, la Calabria riserva molte sorprese e per scoprirle ci si può affidare a Misafumera, cooperativa locale che abbina sentieri e itinerari culturali e/o gastronomici. E per le soste in montagna ci sono le rifugiste. Donne che vivono buona parte dell’anno in quota: da Eleonora, che da vent’anni gestisce il rifugio più meridionale d’Italia (in Abruzzo, e questo la dice lunga sulla situazione rifugi), a Franca, che all’accoglienza classica unisce anche la possibilità di sperimentare yoga e tai-chi. 

Se invece, per esempio, si vuole camminare per Napoli guardandola con altri occhi, due cooperative femminili fanno scoprire mondi nascosti: Cooperativa Casba e InsolitaGuida. La prima è gestita da mediatori culturali e operatori sociali di origine straniera, per la maggior parte donne. La seconda da dieci architette, archeologhe, storiche dell’arte che propongono itinerari a tema, dalle Passeggiate Narrate al percorso delle donne famose. Non manca, e come potrebbe, l’addio al nubilato comprensivo di rito antimalocchio.

E viaggi di tutti i tipi possono essere fatti, perché no, con la nonna. A piedi, in bicicletta, in barca. Non manca, in questa Guida, un vademecum per chi vuole organizzarsi una vacanza con i nipoti. Scritto da una donna, ovviamente, anzi, da una nonna-blogger.

Conclusioni

Poche, davvero poche le indicazioni qui date rispetto a quelle che si trovano in queste pagine. E’ una scoperta continua del mondo nella sua parte più fervida e meno da cartolina. Se siamo alla ricerca di speranza nel futuro, di idee di turismo sostenibile o semplicemente di qualcosa di diverso, è davvero una fonte preziosa.

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Daniela De Sanctis
Daniela De Sanctis

Vivo a Roma e in Trentino. Giornalista professionista, appassionata di outdoor, scrivo prevalentemente sulle tematiche legate alla montagna, al trekking e ai cammini. Mi piace condividere le meraviglie che incontro, e per questo collaboro all’organizzazione di trekking in posti poco conosciuti, dal Molise all’Australia.
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