Scialpinismo vietato senza guida alpina in Valle d'Aosta - AttrezzaturaTrekking.it

Scialpinismo vietato senza guida alpina in Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta ha da poco approvato un’ordinanza che sta provocando molte discussioni fra gli amanti della montagna: l’obbligo di essere accompagnati da una guida alpina o maestro di sci durante la pratica dello scialpinismo.

Così l’ordinanza 522 dell’11 dicembre 2020 limita le libere attività fra le montagne della Valle d’Aosta.

Sicuramente la normativa ha uno scopo benefico. Lo scialpinismo non è uno sport “della domenica“, da improvvisare, ma può essere molto pericoloso e anche dispendioso per lo stato nel momento in cui si trova ad organizzare i soccorsi.

D’altro canto limitare la libertà degli sportivi competenti non è piacevole. Esistono molti esperti di scialpinismo, persone che praticano questo sport da una vita ma che non sono guide alpine nè maestri di sci, non per questo però sono meno abili e responsabili.

Questo provvedimento per ora è in vigore dal 12 al 20 dicembre e potrà essere reiterato.

Subito il Club Alpino Italiano ha espresso il proprio parere nella persona del Presidente Generale Vincenzo Torti:

A nostro avviso pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela. Del resto, lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna […]L’auspicio che questa scelta, che si confida venga contenuta nell’attuale previsione temporale, non venga reiterata negli stessi termini: se si teme che un eventuale incidente possa avere ripercussioni su una sanità sottoposta a stress, non è discriminando tra i potenziali frequentatori che si ottiene il risultato di escluderne l’eventualità

Voi cosa ne pensate di questo provvedimento? Visti i tempi che stiamo vivendo è giusto ridurre la possibiltà di attività che possono portare disagi sanitari o bisognerebbe incentivare quelle che garantiscono movimenti sani e senza asssembramenti?

Fatecelo sapere nei commenti.

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