Invenzione Bussola: tutto quello che c'è da sapere - AttrezzaturaTrekking.it

Invenzione Bussola: tutto quello che c’è da sapere

Sono in molti a domandarsi chi abbia inventato la bussola e da dove ne derivi il suo utilizzo. La bussola, è infatti uno strumento fondamentale, che ha accompagnato l’uomo per gran parte della sua storia: ancora oggi è di grandissima importanza in molti ambiti, come il trekking. Ecco perché, può essere curioso anche approfondire l’invenzione della bussola.

Invenzione Bussola: i primi tentativi in Oriente

Una delle primissime bussole, o presunte tali, deriva dalle opere mitologiche della storia Cinese.

Questa rudimentale bussola, consisteva in un carro, denominato “See nan” (letteralmente “Carro che indica il Sud”), con una figurina in legno al di sopra.

Questa figurina, era capace di ruotare su sé stessa e di protendere il proprio braccio in direzione del sud.

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Fonte: dispense CAI Genova

Fu proprio l’imperatore cinese Hoang-Di che, nel 2.634 a.C., la utilizzò per orientarsi nella nebbia, durante la battaglia contro l’esercito del principe Tchi-Yeon.

Il carro, date le proprietà direzionali nel campo magnetico terrestre, era considerato un carro magico.

Di questo primo tentativo di invenzione della bussola, non si conosce molto. Infatti, non è ben chiaro come funzionasse realmente e i diversi tentativi di riprodurre un carro See-nan, ad oggi, hanno avuto scarsi successi.

Invenzione Bussola: l’Occidente

Anche se le proprietà direzionali della magnetite, in occidente, erano conosciute sin dall’antichità, le prime notizie riguardanti l’orientamento arrivarono solamente intorno al 1.190.

Apparvero in alcuni scritti di Alexander Neckam, nei quali descriveva una rudimentale bussola, ma senza andare troppo nello specifico.

Sai utilizzare la bussola? Te lo spieghiamo in questo articolo.


Invenzione Bussola: chi l’ha inventata davvero?

Ma allora, se i primi tentativi in oriente e occidente, non possono considerarsi vere e proprie bussole, chi ha inventato la prima vera bussola?

Secondo alcuni autori, l’invenzione della bussola viene attribuita proprio ad un italiano: Salomone Ireneo Pacifico, vissuto tra il 778 e l’846.

Altri, attribuiscono l’invenzione della bussola ad un marinaio amalfitano: Flavio Gioia, vissuto tra il 1.250 e il 1.300.

Gli Amalfitani furono infatti tra i primissimi navigatori europei ad usare l’ago magnetico per orientarsi e dirigere la rotta delle proprie navi.

stemma Amalfi

Nello stemma di Amalfi compare, per l’appunto, proprio una bussola alata, che solca il mare: secondo la leggenda, la bussola sarebbe stata inventata proprio nel 1.300.

Pur avendo una statua a sé dedicata in una piazza di Amalfi, probabilmente Flavio Gioia non è mai vissuto: è quindi un personaggio leggendario di cui si sa e si conosce poco.

Invenzione Bussola: l’utilizzo in Europa

Gli Europei iniziarono ad utilizzare la bussola nella navigazione, solamente intorno alla metà del XV secolo.

Precedentemente, il suo utilizzo fu ostacolato soprattutto dalla superstizione: si pensava che favorisse la magia nera.

Se, probabilmente, i primi veri inventori furono i Cinesi, il suo utilizzo arrivò in Europa da mani arabe: furono proprio loro che ne appresero l’utilizzo e la introdussero nel Mediterraneo.

Da questi, arrivò anche agli Amalfitani che ne apportarono le prime modifiche, tra cui l’aggiunta dell’ago magnetico.

Infatti, nella bussola cinese esso galleggiava sull’acqua contenuta in una vaschetta. Gli Amalfitani lo posero in sospensione su di un sostegno così che potesse ruotare liberamente.

Sempre loro, integrarono anche la Rosa dei Venti nella bussola.

Già addirittura in un manoscritto cinese del XII secolo, si faceva notare come la direzione indicata dall’ago magnetico, era spostata di alcuni gradi rispetto al Nord geografico.

Questa deviazione, che prende il nome di “Declinazione magnetica”, venne confermata successivamente da Cristoforo Colombo durante i suoi viaggi nell’Oceano Atlantico.

Hartmann, nel 1.544, osservò poi l’inclinazione degli aghi magnetici rispetto al piano orizzontale.

Invenzione della bussola: la più antica

L’invenzione della bussola più antica, se così si può chiamare, di cui si ha conoscenza, fu una sorta di cucchiaio di legno con un manico leggero e corto.

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Nella sua concavità, conteneva una piccola sbarra di magnetite.

Il cucchiaio, facendo perno sulla sua convessità, poteva roteare in libertà, facendo girare il manico nella direzione del Nord.

Questa bussola veniva utilizzata dalle carovane cinesi e tartare per attraversare le steppe dell’Asia.

Una curiosità: la forma del cucchiaio ricorda proprio la forma della costellazione dell’Orsa Minore, della quale fa parte la Stella Polare.

Conosci le tecniche base di orientamento? Te le spieghiamo in questo articolo.

Il magnetismo terrestre

Il magnetismo terrestre è fondamentale per comprendere il funzionamento e l’invenzione della bussola.

In passato, venne spiegato da alcuni naturalisti come conseguenza di una forte concentrazione di minerali ferromagnetici, localizzati in una località non ben precisa del Nord.

Inoltre, il magnetismo terrestre fu enunciato per la prima volta in una teoria scientifica di W. Gilbert nel 1.600, nel libro “De magnete”.

Successivamente, le ipotesi e gli studi, vennero ripresi e perfezionati da K. F. Gauss che diede inizio alle teorie fisico-matematiche del campo magnetico terrestre.

Sebbene le rocce in superficie possano presentare, di tanto in tanto, elevati contenuti di minerali ferromagnetici, il campo magnetico terrestre è dovuto, quasi in certezza, al movimento di cariche elettriche all’interno del nucleo esterno.

Infatti, la parte esterna del nucleo dovrebbe essere costituita da ferro allo stato fuso, movimentato sia dalla rotazione terrestre che dalle correnti convettive.

Proprio questo movimento, interagisce con il campo magentico terrestre, producendo corrente elettrica che a suo volta genera un campo magnetico che rinforza quello terrestre.

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I poli magnetici variano nel tempo?

Ebbene sì, anche se le variazioni, soprattutto nel corso degli ultimi millenni, non sono state così rilevanti.

Hanno portato il polo Nord a spostarsi entro un’area racchiusa al Circolo Polare Artico.

Se però, estendiamo il periodo temporale includendo centinaia di milioni di anni nel passato, le variazioni sono state decisamente più importanti, addirittura fino all’inversione dei poli.

Queste informazioni ci vengono date direttamente dalle rocce, che registrano al loro interno il campo magnetico presente nel passato.

Come? Le rocce contengono minerali che si allineano secondo il campo magnetico terrestre, registrando la direzione del magnetismo presente al momento della loro formazione.

Una volta che le rocce si fondono per tornare magma, in minerali in esse perdono la loro carica magnetica. Quando tornano a raffreddarsi, il campo magnetico si riallinea secondo l’asse nord-sud presente in quello stesso momento.

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