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Vie Ferrate in Italia: storia e sviluppo

Pochi lo sanno ma la prima via ferrata al mondo fu costruita a fine 1800 nelle Alpi Apune, precisamente al Monte Procinto. Questa ferrata, intitolata ad Aristide Bruni, è ancora percorribile ed è stata recentemente ristrutturata. Le vie ferrate in Italia e i sentieri attrezzati sono una peculiarità delle Alpi fin da inizio ‘900 dove erano costruite per scopi principalmente militari.

L’Italia al momento conta oltre 400 vie ferrate (fonte: www.ferrate365.it).

In questo articolo spieghiamo

  • l’origine di questi itinerari
  • come si contraddistinguono
  • norme di sicurezza minime per percorrerli

Origine delle Vie Ferrate in Italia

Come anticipato sopra, la prima via ferrata è stata costruita in Toscana per salire al panettone roccioso del Monte Procinto.

Poco dopo questa prima via attrezzata, ci fu uno sviluppo di vie ferrate in Austria e Germania per permettere agli alpinisti ed escursionisti di salire in sicurezza alcuni tratti difficili ed esposti delle loro salite. 

Durante il primo conflitto mondiale si moltiplicarono anche sui versanti italiani con scopi principalmente militari e per favorire le manovre militari negli ambienti di alta quota.

Veri e propri reperti storici, sono le vie ferrate nel massiccio della Marmolada, nelle Dolomiti di Sesto, nelle Alpi Carniche e lungo il crinale del Pasubio.

Da allora si sono sviluppate come sistema di autoassicurazione per le salite nei monti più arditi delle Alpi, aiutando chi non fosse un alpinista a raggiungere quelle vette.

Origine delle vie ferrate nel dopoguerra

Dopo la guerra, le vie ferrate vennero costruite con un’ottica alpinistica: ovvero permettere ad escursionisti ed alpinisti una più facile via di salita o di rientro su importanti cime alpine.

In particolare, nelle Dolomiti, ci fu un grosso sviluppo di itinerari a carattere turistico, ad esempio nelle Dolomiti di Brenta dove nel corso degli anni prese forma una delle vie ferrate più iconiche al mondo: la Via delle Bocchette.

Da metà anni ’70, le vie ferrate in Italia iniziarono ad assumere un carattere più sportivo ed allenante. Spuntarono così, vie ferrate anche su massicci secondari, senza la pretesa di raggiungere un’ardita vetta ma solamente per far assaporare il brivido della verticalità anche ai non alpinisti.

La Valle del Sarche, la Val d’Adige, le prealpi lecchesi e le valli Bellunesi, installarono vie ferrate di elevata difficoltà e relativa breve durata ad altitudini modeste.

Negli ultimi anni, hanno preso piede le cosiddette vie ferrate francesi che aumentano molto le difficoltà tecniche, annullando (o quasi) le difficoltà ambientali. Queste vie ferrate sono state costruite di recente nelle Alpi Occidentali e in alcune valli bresciane.

Vie Ferrate o Sentieri Attrezzati?

Non è scontato distinguere tra via ferrata e sentiero attrezzato perché le differenze, le implicazioni sull’attrezzatura e i rischi che portano con sé, sono ben diversi. E’ fondamentale coglierli per ridurre i rischi che queste attività comportano.

Partiamo dalla definizione ufficiale di via ferrata del CAI:

“Insieme di strutture e attrezzature fissate e/o realizzate artificialmente su una parete rocciosa per facilitarne la salita in sicurezza. Tale azione, senza la presenza e l’utilizzo delle strutture artificiali, necessiterebbe della conoscenza e dell’impiego di tecniche di arrampicata in cordata con attrezzature individuali alpinistiche (chiodi da roccia, corde e moschettoni) o a corpo libero”.

Val la pena sottolineare due aspetti che differenziano sostanzialmente la via ferrata dal sentiero attrezzato:

  • impiego di tecniche di arrampicata
  • con attrezzature individuali alpinistiche

Questi due aspetti sono fondamentali per cogliere la differenza tra una via ferrata e un sentiero attrezzato.

Anche un sentiero attrezzato include infissi e attrezzature metalliche ma, qualora non ci fossero, per essere percorso non si necessiterebbe né di tecniche di arrampicata né di attrezzature individuali alpinistiche.

Infatti, le attrezzature di un sentiero attrezzato aumentano la sua sicurezza (ad esempio in condizioni meteorologiche particolari) ma non riducono la sua difficoltà.

Spesso i sentieri attrezzati sono protetti anche in tratti orizzontali ma esposti e potenzialmente rischiosi.

Le vie ferrate sono, sotto alcuni aspetti, vie di arrampicata facilitate. A differenziarle dall’arrampicata, sicuramente, l’attrezzatura richiesta è una delle componenti principali.

Attrezzatura richiesta

L’attrezzatura minima e obbligatoria richiesta per percorrere una via ferrata è:

  • Imbrago alpinistico idoneo alle attività in montagna.
  • Casco protettivo per proteggre dalla caduta di pietre o da spuntoni di roccia durante la salita.
  • Set da ferrata con dissipatore e due bracci con moschettone per assicurarsi in qualsiasi momento al cavo metallico con almeno un moschettone.
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Oltre queste dotazioni minime, ci sono alcune attrezzature consigliate:

  • Guanti da montagna per proteggersi dall’abrasione del cavo metallico nelle mani, in particolare lungo i tratti in discesa.
  • Longe da riposo per poter sostare lungo la salita (ad esempio prima di un passaggio impegnativo o a causa di rallentamenti da parte di chi ci precede). È consigliato avere con sé, una longe o un rinvio per potersi collegare al cavo metallico e rimanere in attesa. Il set da ferrata ha generalmente bracci troppo lunghi e si sosterebbe scomodamente.
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  • Tessuto elastico traspirante in tessuto a rete con attacco protettivo alle caviglie
  • Palmo e dita in pelle sintetica; indice e pollice rinforzati per una maggiore durata
  • Chiusura in velcro sul polso con occhiello per indossare e appendere

Consigliato avere un vestiario adatto alle attività in montagna, comodo, traspirante e che si asciughi velocemente. Così come scarpe o scarponi con suole adatte alle attività escursionistiche su roccia, dove il grip e la tenuta sia buona.

Se sei alla ricerca delle vie ferrate in Italia più vicine a te, ti consigliamo di visitare www.ferrate365.it.

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