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Scritto da Emanuele

Soccorso in montagna: numero da chiamare

Le escursioni in mezzo alla natura sono senza dubbio un’attività fisica in grado di alleviare lo stress e di allontanare i pensieri. Allo stesso tempo, possono però trasformarsi in qualcosa di estremamente pericoloso, specialmente in base al tipo di percorso che si sceglie e se lo si affronta con estrema leggerezza. All’interno di questo articolo vogliamo mettere in luce gli aspetti che possono divenire critici durante il trekking e quelli che sono i rischi più frequenti. Seguono poi tutti i consigli su come affrontare le situazioni più spinose e su come chiedere aiuto. Ovviamente, ti daremo anche tutte le informazioni sul numero da chiamare in caso di soccorso in montagna.

I rischi del trekking

I rischi in cui un escursionista può incappare durante il trekking possono essere di diversi tipi e sono catalogabili in questo modo: rischi fisici, rischi climatici, rischi ambientali.

  • Rischi fisici: comprendono la stanchezza fisica e la possibilità che l’affaticamento generi nell’escursionista dei momenti di scarsa lucidità. Per evitare che il trekking si trasformi in un incubo è bene valutare preventivamente la tipologia di sentieri che si intende percorrere, per imboccare quelli alla propria portata e scartare quelli per sportivi più esperti ed allenati. Non bisogna mai sopravvalutarsi fisicamente, perché non riuscire a proseguire la strada può diventare un serio problema. Spesso si percorrono tratti con un dislivello notevole e si riesce ad arrivare in vetta solo dopo svariate ore. In questi casi la stanchezza fisica e mentale può prendere il sopravvento. Basta una breve disattenzione per scivolare o inciampare, rischiando di provocarsi danni fisici gravi. I rischi fisici a volte sono anche legati ad un errato equipaggiamento. Se non si possiedono le scarpe giuste o, laddove necessario, i bastoncini da trekking, percorrere la strada può essere davvero difficile. Il trekking è poi uno sport adatto solo a persone che possiedono le giuste condizioni di salute di base, che altrimenti potrebbero essere messe a dura prova dallo sforzo e dalle possibili altitudini raggiungibili. 
  • Rischi climatici: chi pratica il trekking deve tenere sempre presente l’imprevedibilità del meteo, perché il clima può cambiare improvvisamente nel corso della giornata. Non bisogna sottovalutare il pericolo di ritrovarsi in mezzo ad un temporale, con tanto fulmini che in montagna diventano più pericolosi. Anche una leggera pioggia può essere pericolosa in montagna, perché bagnando il sentiero crea il rischio di scivolare ad ogni passo. Se invece si fa più intensa, può generare disorientamento e portare anche i più esperti fuori strada. Tanto quanto la pioggia, anche il sole può essere un problema: il rischio di scottature, insolazioni o disidratazione è sempre dietro l’angolo.
  • Rischi ambientali: questi comprendono tanti fattori. Sicuramente in questa categoria rientra la tipologia di terreno sul quale si cammina, che può essere più o meno insidioso. Per fare un’escursione in sicurezza bisogna evitare di camminare sui cigli dei burroni ed evitare le zone con massi pericolanti. Un altro pericolo ambientale è rappresentato dagli animali, come serpenti e ragni, ma anche animali di taglia più grossa, come cinghiali, lupi o orsi (a seconda della zona in cui si pratica trekking la fauna è diversa).

Per evitare di incappare in alcuni di questo pericoli, consigliamo a tutti gli escursionisti di praticare attività solo su sentieri segnalati (specialmente se non si è degli esperti).

Inoltre, di equipaggiarsi con l’attrezzatura giusta e di non improvvisarsi esperti di trekking quando si è alle prime armi.

È poi consigliabile non andare da soli, ma fare sempre attività in compagnia, fattore importantissimo in caso di necessità di aiuto. 

Soccorso in montagna: il numero da chiamare

In caso di qualsiasi problema durante le escursioni e per un soccorso in montagna, ci si può appellare al numero unico del Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.), che è attivo su tutto il nostro territorio nazionale: il 118.

In alcune regioni è attivo anche il NUE, Numero Unico di Emergenza (112): questo servizio, per ora presente in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Provincia di Roma e nelle province autonome di Trento e Bolzano, allineandosi a quanto avviene in molti altri paesi europei, si occupa di far confluire tutte le telefonate ai numeri di emergenza più specifici, ossia il 113, 115 e il 118.

Gli operatori di questo numero localizzano le chiamate, le classificano in base all’urgenza, per poi smistarle a chi di competenza (emergenza sanitaria, carabinieri, polizia o vigili del fuoco).

Le domande che ti chiederanno gli operatori

Quando rispondono alle chiamate per un soccorso in montagna, gli operatori sono soliti porre a chi telefona delle specifiche domande, volte a rendere gli interventi mirati e più rapidi.

Le domande poste più di frequente e le indicazioni date dagli operatori di solito sono le seguenti:

  • «Da dove stai chiamando?» Bisogna specificare all’operatore se ci si trova in montagna, in una grotta ecc. Bisogna cercare di essere quanto più precisi possibile e indicare la località nella quale ci si trova (comune, provincia, riferimento geografico di qualsiasi tipo). Se si è in possesso di un altimetro o di un GPS, è bene indicare a che altezza ci si trova o le coordinate.
  • «Che cosa vedi introno a te?» La descrizione dell’ambiente circostante può facilitare il ritrovamento delle persone in difficoltà. In questo caso, puoi indicare la presenza di fiumi, torrenti, tralicci dell’elettricità, edifici ecc.
  • «Non chiudere la chiamata e non occupare il telefono con altri» La chiamata può essere rintracciata e il telefono deve rimanere libero affinché le centrali operative possano mettersi rapidamente in contatto con gli escursionisti.
  • «Che cosa è successo?» Bisogna cercare di essere precisi nel raccontare gli avvenimenti e le dinamiche dell’incidente.
  • «Quando è successo?» Serve a far capire agli operatori quanto tempo hanno a disposizione prima che la condizione del ferito possa aggravarsi.
  • «Quante persone sono coinvolte?» Importante per stabilire di quanto personale si ha bisogno per intervenire.
  • «Quali sono le condizioni della persona coinvolta?» In questo caso, è necessario indicare se la persona sia cosciente o meno, oltre se sia ferita o abbia subito altri traumi. Non è necessario utilizzare termini medici o tecnici. L’importante è dare più informazioni corrette possibili agli operatori.
  • «Forniscimi le tue generalità» Se sei una guida escursionistica, un medico, un infermiere o se hai un titolo che possa essere rilevante per la situazione in atto, dillo. Fallo sapere agli operatori, che in questo modo capiranno sin da subito con chi stanno parlando e quale sia il suo grado di competenza.

Conclusioni

L’intervento di soccorso in montagna può essere effettuato con o senza l’utilizzo dell’elicottero.

Per tale ragione può essere molto utile fornire all’operatore delle indicazioni in merito a:

  • Tempo impiegato a piedi per raggiungere il luogo dell’evento.
  • Condizioni del terreno.
  • Presenza di vento.
  • Visibilità sul posto.

Seguendo alla lettera le indicazioni del personale sarà possibile ottenere l’aiuto necessario in tempi brevi. Fino ad allora, bisognerà comunque comportarsi secondo quanto indicato dalle autorità competenti.

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Emanuele
Emanuele

Pratico trekking, ma soprattutto trekking in bici: sia viaggi lunghi che in giornata.


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